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mercoledì, 15 ottobre 2008
De responsabilitate

Intanto annoto il fatto che un nostro amico nonche' lettore entusiasta, 

MORGAN PALMAS ,

e' tornato a provocarci con i suoi post al fulmincotone. Nel caso specifico parla della fatwa che la Camorra ha comminato a Roberto Saviano. E lo fa da par suo, dandoci dei mafiosi conniventi piu' o meno a tutti, collusi con l'illegalita' imperante che sarebbe caratteristica del popolo italiano. Ora, io compro solo dvd originali dei film, non compro MAI occhiali taroccati, meno che mai borse (le mie sono sempre di bancarella originale, senza griffes scamuffe), ma non e' esattamente questo il problema. Il problema e' capire come mai l'illegalita', o meglio il rifiuto della responsabilita', siano entrati a far parte della nostra mentalita'. Io, ovviamente, non ho soluzioni da proporre, piuttosto proposte di riflessione. Come sempre, durante il tragitto in auto, pensavo ad un discorso affrontato ieri con Lory: perche' la gente e' diventata cosi' egoista da non vedere al di la' del proprio naso? Mi e' venuto da pensare che le origini di questa terribile malattia della coscienza civile siano da ricercarsi in due punti fondamentali:

a) la religione cattolica che prima ci ha imposto il senso di colpa e poi ci ha insegnato che basta pagare. Un tempo in denaro (con le indulgenze che costarono alla Chiesa lo scisma con i protestanti), oggi, ci dicono, recitando un numero adeguato di avemariapaternoster e via cosi';

b) la moderna psicanalisi che ci insegna, come passo fondamentale, a pensare che il centro del mondo siamo noi (avete presente la pubblicita': e' tutto intorno a te) e che dobbiamo seguire i nostri impulsi primari per non diventare repressi e depressi.

Prima che lo diciate voi, lo dico io: semplicistico. E' solo uno spunto. Ma partendo dal fatto che non mi sento e non sono collusa con la mentalita' mafiosa che appartiene a questa nazione, direi che va bene darci la croce addosso. Ma anche riflettere su cause e possibili rimedi. Posto che ce ne siano.

Laura

p.s. ho aderito su Facebook al gruppo Nessuno tocchi Saviano 

http://www.facebook.com/group.php?gid=45170836140

ma questo non significa che mi convincerete a leggere Gomorra.

Postato da: lauraetlory a 08:18 | link | commenti (45)
mafia, segnalazione, coscienza civile, camorra, responsabilita, roberto saviano, morgan palmas


Commenti
#1   15 Ottobre 2008 - 11:13
 
la moderna psicanalisi che ci insegna, come passo fondamentale, a pensare che il centro del mondo siamo noi

Quella (casomai) è la vecchia psicoanalisi. La moderna (ma quale? Lacan?) insegna proprio il contrario, cioè (più o meno) che l'Io si costruisce solo nella relazione.

Prima che lo diciate voi, lo dico io: semplicistico.

Semplicistico è il tuo discorso sulla morale cattolica. Quest'ultimo è semplicemente sbagliato.

ho aderito su Facebook al gruppo Nessuno tocchi Saviano (…)
ma questo non significa che mi convincerete a leggere Gomorra.


Saviano è "Gomorra". Non capisco.

Annarita
utente anonimo

#2   15 Ottobre 2008 - 11:16
 
La chiesa in passato ha commesso molti errori, oggi le cose sono cambiate. La gente ragiona con la propria testa, per cui il fatto di essere assolti con la recita di tre preghiere non funziona più. Secondo me, chi si pente e non commette più peccato è perdonato da Dio. I deliquenti che continuano ad elargire donazioni e a frequentare la chiesa, sperano di mettersi la coscienza in pace, ma non è così. Durante le omelie tutti i sacerdoti dicono esplicitamente che non serve ascoltare la messa e fingersi penitenti, servono i fatti, ossia le buone azioni, fare del bene, in due parole non peccare. La camorra, la mafia hanno origini lontane, si cerca di combatterle, poi subentra la paura di coloro che vivono in quelle zone. Siamo egoisti, non tutti. Siamo mal governati, i potenti pensano alle loro tasche, non per niente ascoltavo che i nostri manager ricevono dei compensi spropositati rispetto alle loro prestazioni, ossia fanno i loro interessi e non quelli dell'azienda o società per la quale prestano la loro opera. Siamo degli approfittatori? Non tutti, direi. Siamo un popolo stanco dei soprusi e gli egoisti poi si ritroveranno soli.
Vanno cambiate le leggi, c'è troppo permissivismo, occorre essere più ferrei e diminuire gli stipendi dei nostri governanti, dare lavoro a tutti creando i presupposti per fornire l'occupazione. Se l'economia gira, diminuisce la criminalità e la gente è più serena.
Questo è il mio punto di vista, di non addetta ai lavori, se sbaglio... mi si conceda lo sfogo personale.
Annamaria
utente anonimo

#3   15 Ottobre 2008 - 12:02
 
Devo dire che ho gli stessi dubbi del primo commento.

Sulla chiesa, poi, credo sia vero il contrario: proprio perche' la sua influenza, e la sua morale hanno perso terreno, ci ritroviamo in questa bella merda individualista. Per i cattolici la vera ricompessa e' nell'adlila'. per il nichilismo e l'individualismo imperante attualmente, dobbiamo godere ora, tutto e subito, e fanculo gli altri.

Demonio Pellegrino
utente anonimo

#4   15 Ottobre 2008 - 12:57
 
per il nichilismo (…) imperante

Di nichilismo, io, non vedo in giro la minima traccia. Magari.

Annarita
utente anonimo

#5   15 Ottobre 2008 - 13:21
 
@annarita, premetto che non vuole essere una provocazione...
Il punto è che fino ad oggi ho capito cosa ne pensi del pensiero degli altri. Non ho capito però quale sia il TUO pensiero. Tanto per parafrasare un amico blogger, ammetto che è un mio limite. Ma davvero, vorrei riuscire a capire chi sei (si fa per dire), almeno un po'.
Lory
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#6   15 Ottobre 2008 - 13:57
 
@annarita, premetto che non vuole essere una provocazione...

questo è sempre un inizio allarmante :->

Il punto è che fino ad oggi ho capito cosa ne pensi del pensiero degli altri.

Che cosa bizzarra da dire: come se io avessi un unico pensiero che applico ai pensieri degli altri. Qui non ti seguo, confesso.

Ma davvero, vorrei riuscire a capire chi sei (si fa per dire), almeno un po'.

Sei molto carina, ma vedi:

io giro per blog per scambiare opinioni, per perdere il tempo e se capita per litigare, cosa che di tanto in tanto mi diverte. Di sicuro non ci vado per dare un’immagine di me o per farmene una degli altri; e infatti non ho un blog (non sul serio: quello dell’indirizzo è una specie di rispostiglio dove ogni tanto sbatto cose che devo ricordarmi di guardare) e non mi interessano i blog, o le parti dei blog, che raccontano vicende personali, né il cosiddetto “social newtworking” che i blog dovrebbero favorire.

Quindi, chi io sia non ha davvero il minimo interesse… potrà averlo, casomai, quello che scrivo: ma anche no, naturalmente.

Annarita





utente anonimo

#7   15 Ottobre 2008 - 16:46
 
Vedi, per esempio, mi sarebbe piaciuto affondare i denti nella tanta carne messa al fuoco da Laura: le responsabilità fondamentali di cattolicesimo e, addirittura, psicoanalisi nel collasso civile dell'Italia.

Invece ci siamo impantanati in uno scrausissimo esame della mia personalità on line

Annarita
utente anonimo

#8   15 Ottobre 2008 - 17:18
 
@ Annarita: conosco evidentemente solo vecchia psicanalisi e la conosco per indiretta persona, essendo stata testimone del pessimo lavoro svolto su alcune persone a me vicine che, dopo essere state in analisi, si sono trasformati in egoisti ed egocentrici da evitare come la peste, in quanto felici di esserlo. Non pretendo di intendermene. In quanto a Saviano, capisco e voglio sostenere un ragazzo di 28 anni costretto a vivere da animale braccato, ma non me ne importa un fico di versare alla Mondadori 17 euro di libro. E' più chiaro adesso?
@ Annamaria e Demonio: sono convinta che la morale cattolica sia alla base degli aspetti peggiori della società nella quale viviamo, come ipocrisia, bigottismo, ristrettezza mentale. Ho smesso di frequentare chiese e mi sono completamente distaccata dalla religione cattolica (come da qualsiasi altra religione) dopo aver elaborato che si tratta di sistemi di pensiero volti a convincere le masse a lasciarsi guidare secondo leggi imposte da altri.
Laura
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#9   15 Ottobre 2008 - 17:42
 
Uffa, ho lasciato un commento, ma non esce fuori!
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#10   15 Ottobre 2008 - 17:53
 
@ Laura.
Certo, la presenza della Chiesa cattolica ha i suoi aspetti anche non positivi, perchè tende sempre a esercitare un potere temporale, anzichè essere mediatrice di una ricerca spirituale. E da che mondo è mondo chiunque aspiri a un potere terreno è sempre colluso con gli altri poteri.
Come ho scritto da Morgan la dilagante amoralità ha più origini, non ultima quella che non siamo un popolo unito, ma siamo stati forzatamente messi insieme dal Regno Sabaudo che ha diffuso capillarmente i suoi difetti macroscopici, rappresentati dalla massiccia corruzione, attuata a piene mani per raggiungere l'unità d'Italia, il comportamento subdolo volto a stare con i piedi in più scarpe e una morale del tutto beghina, dove ciò che contava e che conta è far apparire, non l'essere.
Quindi, come vedi ci sono anche altri motivi, ma quelli che ho elencato non sono tutti, anzi sono solo una parte.

Renzo
utente anonimo

#11   15 Ottobre 2008 - 17:59
 
@ Renzo: storicamente la corruzione ci è sempre appartenuta. Quindi il regno sabaudo, pur con tutte le sue pecche, ha trovato terreno più che fertile. E insisto nel dire che l'idea che si potesse uccidere una persona e poi versare un obolo perché la colpa venisse cancellata agli occhi della Chiesa e della società non ha assolutamente aiutato. Ovviamente le motivazioni sono sempre variegate e difficilmente riassumibili nello spazio di un post. Per questo invitavo e invito alla riflessione.
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#12   15 Ottobre 2008 - 18:03
 
Quanta carne al fuoco!
Allora..Esiste la Psicanalisi e gli Psicoanalisti( non possiamo confondere le due cose). La prima é l'insieme di teorie e metodi che "serve" ai secondi per cercare di capire.
La psicoanalisi, anche la vecchia, si basa su una triade ( io-es-super io), che non vuol dire solo individualismo, ma relazione.
E ora visto che sto diventando noioso, posso dire da non credente e da ( ex?) bolscevico che con tanti e tanti cattolici abbiamo fatto le più belle lotte contro i soprusi , e le ingiustizie.Certo anche quelle portate avanti da certa chiesa.

Un abbraccio Renato
utente anonimo

#13   15 Ottobre 2008 - 18:42
 
Da quando frequento i vari blog mi sono accorta che quasi tutti vi dichiarate non credenti. In cosa credete? Siete venuti al mondo da soli? Tutto ciò che vi circonda è frutto di cosa? Ebbene tanti non credenti nei momenti in cui non sapevano più chi invocare, si sono rivolti a Dio. Mi spiace per te Laura, non frequenti la Chiesa, ok. Sappi che, come la società è mista, anche nella chiesa ci sono ministri
seri, onesti, che si prodigano per il prossimo e non... In chiesa si fa visita ad un solo Signore, i ministri sono solo dei tramiti.
Annamaria
utente anonimo

#14   15 Ottobre 2008 - 18:45
 
@Laura. Nel lombardo-veneto la corruzione era pressochè sconosciuta e fu portata direttamente dai Savoia.

Renzo
utente anonimo

#15   15 Ottobre 2008 - 18:47
 
@Annamaria: non si tratta di essere credenti o non credenti, ma di esaminare il comportamento, spesso criticabile, della chiesa cattolica. Che poi possano esserci sacerdoti bravi è un'altra questione.

Renzo
utente anonimo

#16   15 Ottobre 2008 - 19:06
 
Se si parla di religione ovviamente eccomi qui. Io la penso per filo e per segno come Annamaria a proposito della Chiesa. Non sono tutti disonesti i ministri e la domenica quando vado a messa, non ho mai sentito dire al parroco nelle sue prediche "ammazza qualcuno, recita 2000 avemarie e tutto ti sarà perdonato". Quello che sostiene è che Dio sa chi è realmente pentito, chi si prodiga per gli altri, chi compie del bene. Sa chi vive in Nome suo e chi finge di viverci. Il male dell'Italia non è la religione cattolica. Ognuno è libero di credere e di non credere. Il credente rispetterà i dogmi cattolici. Il non credente no. Ma accusare la Chiesa del male del mondo lo trovo riduttivo, assurdo e solo l'ennesima inutile accusa. Se si è atei perchè ci si interessa di quello che dice il Papa? Perchè si accusano preti, vescovi ecc.? Io non vedo ministri di Dio che vanno in giro a obbligare la gente a credere. La Chiesa ha sicuramente le sue pecche e i suoi errori, d'altronde è gestita da uomini. E l'uomo è incapace di vivere senza peccato. Ma sostenere che l'inciviltà in cui viviamo è opera del Cattolicesimo, non ha veramente logica alcuna.
Di psicanalisi non m'intendo per cui non ne parlo.

Sul caso Saviano, sarà sicuramente orrendo che debba vivere braccato come un animale, ma quanta gente sta peggio di lui e senza neanche una scorta? Tanta. Fa scalpore la sua situazione perchè il suo libro ha venduto milioni di copie. Punto. Ma la sua è storia vecchia e per quanto se ne parli sui blog le cose non cambieranno perchè non ci sono le basi per farsì che ciò avvenga.
Quando Saviano ha scritto Gomorra sapeva benissimo a cosa andava incontro. Da quanto so riceveva minacce anche durante la stesura dell'opera, prima della pubblicazione. Ha voluto andare fino in fondo ed è sicuramente ammirevole ma ripeto tutto questo scalpore è aria fritta. E' da secoli che va così.
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#17   15 Ottobre 2008 - 19:13
 
Sono d'accordo sul comportamento della chiesa, infatti ne ho parlato. Esprimo le mie opinioni, quando leggo
frasi del tipo: "Non credo". La chiesa non centra nulla con il non credere, tutto il resto è spiegato nel mio precedente commento.
Annamaria
utente anonimo

#18   15 Ottobre 2008 - 20:00
 
Ciao Laura, grazie della risposta.

Conosco evidentemente solo vecchia psicanalisi e la conosco per indiretta persona, essendo stata testimone del pessimo lavoro svolto su alcune persone a me vicine

Ah beh sì beh. Le mie due migliori amiche diventarono perfette stronze dopo aver studiato restauro librario a Parigi. Non per questo ne ho mai data colpa all'École des Chartesi, o a Parigi…

conosco evidentemente solo vecchia psicanalisi (…) Non pretendo di intendermene.

il che non ti impedisce di imputarle il disastro dell'Italia. Tranquilla, ti capisco: anch'io amo profondermi su argomenti di cui non so nulla… :->

sono convinta che la morale cattolica sia alla base degli aspetti peggiori della società nella quale viviamo

Io no, ma preciso che non sono un'adepta della morale cattolica: sono infatti, come dite a Roma, giudìa.

In quanto a Saviano (…) E' più chiaro adesso?

Per niente affatto, ma non importa. Mi importa invece che mi sembri irritata, e se è colpa mia mi dispiace.

@ElysSun:
Quando Saviano ha scritto Gomorra sapeva benissimo a cosa andava incontro.

Cazzi suoi, quindi. OK, apprezzo la franchezza.

Annarita
utente anonimo

#19   15 Ottobre 2008 - 21:24
 
Annamaria è la pura verità. Non sto dicendo mandiamolo a morire o roba simile, sia chiaro!
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#20   15 Ottobre 2008 - 21:39
 
@:Elys
Forse volevi dire Annarita?
Io non ho risposto al tuo commento che peraltro ho apprezzato.
Condivido appieno le tue idee, che sono le mie, e mi è piaciuto come ti sei espressa. Pensa che ti ho cercata ed ho letto il tuo racconto (incantevole). Volevo votarti ed ho tentato di lasciarti un commento, non ho potuto perchè non c'è l'anonimo (io non ho un blog).
Un saluto, Annamaria.
utente anonimo

#21   15 Ottobre 2008 - 22:59
 
il centro del mondo siamo noi

Questo è un riflesso biologico primario, altro che psicoanalisi.

A questo preciso proposito ti piacerà molto (ma probabilmente lo conosci già) il famoso Kenyon Commencement Address - di David Foster Wallace. L'ho messo sul mio pseudo-blog, purtroppo senz'ombra di formattazione, comunque leggibile:

http://snipurl.com/4eb18

Annarita
utente anonimo

#22   16 Ottobre 2008 - 07:03
 
Cavolo Annamaria scusami! Mi confondo sempre! Sì intendevo Annarita! U____U
Grazie per il complimento al racconto! Se vuoi votarmi comunque è sufficiente iscriversi a google, dove si lasciano i commenti devi cliccare su Registrati qui e fare la registrazione. Una volta fatta puoi lasciare un commento! ^__^
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#23   16 Ottobre 2008 - 07:14
 
Comunicato del 16 ottobre 2008

[..] Su l’elenco dei partecipanti all’Antologia. La di Laura. Natàlia Castaldi: . da Patrizius. [..]
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente RenzoMontagnoli

#24   16 Ottobre 2008 - 08:03
 
@ Annamaria: devo dire che il fatto che la maggior parte dei blogger si dica non credente mi interessa poco. Io NON credo nella Chiesa cattolica e NON mi riconosco in una qualsiasi religione codificata. Il mio rapporto con un'entita' che ci piace pensare esistente e superiore per avere qualcuno o qualcosa cui appellarci nel momento del bisogno, e' mio personale. Sono gia' stata attaccata per questo motivo in un altro post e insisto nel dire che io mi attengo al mio credo laico e che, quando avro' la morte davanti, mi porro' il problema ma spero di non fare come Oriana Fallaci, mangiapreti per tutta la vita e poi passata a miglior vita tenendo la mano di un sacerdote. Spero lo abbia fatto per amicizia e bisogno di calore umano, non per paura di cosa avrebbe trovato dall'altra parte.
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#25   16 Ottobre 2008 - 09:22
 
Il punto è che fino ad oggi ho capito cosa ne pensi del pensiero degli altri.
Qui non ti seguo, confesso.
Cerco di spiegarmi:
c'è un post, ci sono dei commenti a quel post. Tu non commenti il post, commenti i commenti degli altri. Dai quali io dovrei arguire il tuo pensiero. Dal momento che però, permettimi, spesso spari a zero tutti, anche fare questa specie di scrematura mi risulta difficile.

...non ci vado per dare un’immagine di me o per farmene una degli altri; e infatti non ho un blog
non è l'immagine di te che mi interessa, è qualcosa di più profondo.
Tu non hai un blog (ovvero ce l'hai ma non per lo scopo per cui un comune mortale apre un blog, altrimenti lo scriveresti in italiano
;-)) e questo complica ulteriormente le cose.
Comunque non è un problema. Era così, tanto per parlare, per conoscerci insomma.
p.s. non ti 'sto battendo i pezzi, come si dice qui a Roma ;-)))
Lory
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#26   16 Ottobre 2008 - 10:13
 
Annarita - hai trovato un blogger credente: ME.

Anche se ho un nome demoniaco.

Demonio pellegrino
utente anonimo

#27   16 Ottobre 2008 - 11:37
 
Tu non commenti il post, commenti i commenti degli altri. Dai quali io dovrei arguire il tuo pensiero. Dal momento che però, permettimi, spesso spari a zero tutti

Mmh, faccio così? Vediamo… mmh… hai ragione! :->

Il fatto è che spesso, su qualunque blog, ho notato che è più facile cominciare una discussione sul post attaccandosi ai commenti più che al post stesso. Poi, essendo polemica per natura, è vero che anche troppo spesso io incomincio contraddicento l'interlocutore… Ma insomma, si vivacizza un po'.

ovvero ce l'hai ma non per lo scopo per cui un comune mortale apre un blog, altrimenti lo scriveresti in italiano
;-))


Sì, quelle sono cose copiate e incollate dal web; non è che voglia fare sfoggio di interessi esoterici, ma includo l'indirizzo insieme con i miei commenti (quando me ne ricordo) perché so che questo, per molti lettori, "legittima" di più un commento su un blog.

p.s. non ti 'sto battendo i pezzi, come si dice qui a Roma ;-)))

Se ne potrebbe parlare, ma io a Roma, purtroppo!, vengo ormai rarissimamente… e poi io non ho mai rubato né mariti né mogli a nessuno.

Ciao, Annarita
utente anonimo

#28   16 Ottobre 2008 - 12:28
 
c'è un post, ci sono dei commenti a quel post. Tu non commenti il post, commenti i commenti degli altri. Dai quali io dovrei arguire il tuo pensiero. Dal momento che però, permettimi, spesso spari a zero tutti

Fammi un po' vedere… eh sì, hai ragione! :-> Faccio così (non sempre).

Gli è che rimestando un po' nei commenti spesso si mette un po' di sale nelle discussioni. Io comunque sono contraria di natura e sfastidiata d'indole.

Tu non hai un blog (ovvero ce l'hai ma non per lo scopo per cui un comune mortale apre un blog, altrimenti lo scriveresti in italiano
;-))


Quelle sono cose che taglio e incollo da internet; il blog nella firma non lo metto per far vedere che faccio letture esoteriche, ma perché, agli occhi di molti lettori di blog, conferisce più legittimità che un semplice nome in calce a un commento.

Era così, tanto per parlare, per conoscerci insomma.

Ma infatti. un po' per volta, ci si conosce anche così, forse perfino meglio, se uno ci tiene.

p.s. non ti 'sto battendo i pezzi, come si dice qui a Roma ;-)))

Se ne potrebbe parlare in realtà, ma non scendo più a Roma che rarissimamente, e comunque non ho mai rubato né mogli né mariti a nessuno/a… Ho una morale dai confini troppo ampi per riscuotere l'approvazione di Annamaria, temo proprio, ma poi cerco di attenermici rigorosamente :- >.

Ciao, Annarita
utente anonimo

#29   16 Ottobre 2008 - 12:47
 
Ah, poi, siccome ormai stiamo parlando di me

non per lo scopo per cui un comune mortale

io sono mortale (almeno credo, questo può dirlo solo il tempo), ma una persona comune, effettivamente non lo sono, non la sono stata e non la sarò mai!

Annarita
utente anonimo

#30   16 Ottobre 2008 - 15:10
 
@annarita, non so in che senso intendi la normalità ma ricordati che... ne resterà soltanto uno:-)
Lory
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#31   17 Ottobre 2008 - 09:53
 
Appoggio Annarita, Elys ( e chi la pensa come loro) in tutto il loro discorso!
Vorrei aggiungere delle riflessioni personali. Credo che ormai sia diventato moda tirare il ballo la chiesa e la religione per giustificare i mali del mondo! Forse un tempo, sarebbe parso anche logico, ma nel duemila credo sia anacronistico oltre che, appunto, modaiolo! Diciamocela tutta: è la classica scappatoia per chi non vuole prendersi le proprie personali responsabilità demandando a terzi le cause di quanto accade!
La vera parola di Dio è, in realtà, dura e difficile da seguire. Prospetta un modo di essere che contrasta enormemente con la mentalità odierna … per questo i conflitti ci sono. Non è spesso accusata di anacronismo? Il perdono è un fatto personale che, dalla prospettiva religiosa, riguarda l’io e Dio. Punto. Il perdono è da Dio, non tra gli uomini. È vero che la Chiesa esorta al perdono, ma non ha MAI detto che un pentito non debba scontare le pene previste dalla legge degli uomini. Anzi, il vero pentito dovrebbe accettare di buon grado la punizione. E anzi, si deve molto alla Chiesa Cattolica, perché sotto molti punti di vista ha rappresentato una rivoluzione mentale: e se siamo così, lo si deve in parte anche a lei. Questo non significa giustificarne gli errori, ma semplicemente mette sul piatto della bilancia pro e contro.
A parte questo, oggi sono sotto gli occhi di tutti e sono sempre più presenti anche altre religioni, che con il passar del tempo acquistano sempre più potere: per cui non si dovrebbe parlare solo di cattolici, ma anche di mussulmani, di ebrei, ecc.
Per quanto riguarda Saviano, mi sono chiesta una cosa: fino ad oggi, quanti libri, quanti film, quante fiction hanno fatto sulla mafia? Eppure non c’è stato tutto questo scalpore (da quanto ricordo!). per cui, nel libro devono esserci state delle rivelazioni importanti, che hanno leso la famiglia mafiosa. Il che mi porta a fare delle ipotesi: o lui sapeva qualcosa in quanto ne è venuto a contatto oppure ha avuto delle “soffiate” da qualcuno e ne ha approfittato. Quale sia la verità, inizio a pensare che la spinta alla stesura del libro sia dipesa più da una volontà di successo che da vera e propria convinzione di denuncia. Perché penso così? Perché in un’intervista ha detto che se tornasse indietro non avrebbe fatto scritto il libro. Sua leggerezza? Pensava di uscirne illeso? Chi denuncia con convinzione non si pente.
Ho l’esempio di Borsellino, di Falcone, Dalla Chiesa di tanti uomini come lui (scorta compresa) che sapevano a quali pericoli andavano incontro e non si sono mai tirati indietro. Anzi, sono andati avanti a testa alta. Loro lo hanno fatto con convinzione. Non hanno ritrattato, non hanno mostrato il fianco. Se Saviano era convinto … perché ora tutto questo pentimento? Forse non era poi così convinto?
Questo naturalmente non significa che non debba essere protetto e che non sia stato comunque un atto di coraggio da parte sua. Forse incosciente, fatto con leggerezza, ma importante per la nostra società!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Spratz

#32   17 Ottobre 2008 - 12:06
 
Perché penso così? Perché in un’intervista ha detto che se tornasse indietro non avrebbe fatto scritto il libro. Sua leggerezza? Pensava di uscirne illeso? Chi denuncia con convinzione non si pente.
Ho l’esempio di Borsellino, di Falcone, Dalla Chiesa di tanti uomini come lui (scorta compresa) che sapevano a quali pericoli andavano incontro e non si sono mai tirati indietro. Anzi, sono andati avanti a testa alta. Loro lo hanno fatto con convinzione. Non hanno ritrattato, non hanno mostrato il fianco. Se Saviano era convinto … perché ora tutto questo pentimento? Forse non era poi così convinto?


"Spratz", fa' un piacere a te stesso/stessa: cambia discorso, che è meglio.

Annarita

utente anonimo

#33   17 Ottobre 2008 - 15:17
 
Cioe', Spratz, fammi capire: Saviano dovrebbe essere pronto a farsi ammazzare, perche' altrimenti quello che ha scritto vale di meno, perche' non ne era convinto al 100%??

No comment.

Demonio Pellegrino
utente anonimo

#34   17 Ottobre 2008 - 17:10
 
Non sono d'accordo con quanto detto da Spratz, sia sulla religione (la parola di Dio? Quella che sento se entro in chiesa o leggo sui Vangeli è la parola di uomini che hanno deciso di tramandare la loro personale versione della parola di Dio) né su Saviano. Ma ribadisco qui quanto già detto sul blog LestoriediLauraetlory: ognuno è libero di esprimere la propria opinione e nessuno ha il diritto, almeno da queste parti, di invitare gli altri a tacere.
Laura
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente lauraetlory

#35   17 Ottobre 2008 - 18:03
 
ALT! NON HO DETTO CHE SAVIANO DEBBA FARSI AMMAZZARE ALTRIMENTI LE SUE PAROLE VALGONO DI MENO!
HO DETTO CHE FORSE IL SUO E' STATO UN GESTO PIU' IMPULSIVO CHE "RAGIONATO"!
Quando una persona sa, è cosciente che una determinata azine può portare a delle conseguenze, affronta la cosa in maniera diversa!
Se io scrivessi un libro "pericoloso" (anche perchè a quanto ha scritto elys era già stato avvertito) saprei che una sua pubblicazione mi farebbe rischiare la vita! Per come sono fatta io, non ritratterei, perchè la strada scelta l'avrei presa con convinzione assoluta! certe realtà si affrontano con una consapevolezza estrema!
Questo intendo!
Per le parole che ha detto (che ho ascoltato), forse ha preso sotto gamba la questione!
Questo ho detto...non ho dettonè che deve essere ammazzato nè che deve rischiare la vita perchè ha scritto il libro!
Anzi, vi dirò di più...spero che le minacce si rivelino solo minacce!Perchè rappresenta comunque una luce di speranza!
è stato coraggioso, cosciente al 100% o meno, e dovrebbero esserci più persone coraggiose come lui!?
Non travisate le mie parole ... non su argomenti seri e cupi come questo!

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#36   17 Ottobre 2008 - 18:11
 
Altra cosa: mi piace sottolineare, viste le vostre reazioni, che non sono un demonio che inneggia alla mafia, che sostiene chissà quali idee mostruose!
Le mie sono riflessioni, considerazioni che possono essere sbagliate, parzialmente sbagliate o giuste. Ma lasciatele essere come tali: pure e semplici riflessioni!

Sinceramente, mi sono un po' offesa, non perchè potete pensarla in modo diverso, ma perchè mi avete appiccicato, interpretando le parole che ho scritto nel modo peggiore, un sentimento che non solo non mi appartiene ma che è anni luce lontano da me!




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#37   17 Ottobre 2008 - 19:40
 
ma perchè mi avete appiccicato, interpretando le parole che ho scritto nel modo peggiore, un sentimento che non solo non mi appartiene ma che è anni luce lontano da me!

Io non ti ho attribuito sentimenti amichevoli verso la mafia: mi è sembrato già abbastanza brutto che tu pensassi di poteri permettere di giudicare uno come Saviano, sminuendo il valore delle sue azioni e delle sue motivazioni perché avrebbe avuto paura e sarebbe stato incerto (evidentemente, Spratz, la tua idea di "eroismo" è quella dei fumetti fino agli anni Cinquanta: l'eroe non ha mai incertezze, mai paure).

Dove mi sono veramente cadute le braccia, comunque, è quando hai proposto te stessa come modello contro quel cacasotto inconsapevole, addirittura, di Saviano:

r come sono fatta io, non ritratterei, perchè la strada scelta l'avrei presa con convinzione assoluta! certe realtà si affrontano con una consapevolezza estrema!

Annarita
utente anonimo

#38   17 Ottobre 2008 - 22:10
 
Prova a pensare a questo, Spratz: non trovi che dietro alle "riflessioni" che hai espresso su Saviano (penso soprattutto a queste parole: Perché penso così? Perché in un’intervista ha detto che se tornasse indietro non avrebbe fatto scritto il libro. Sua leggerezza? Pensava di uscirne illeso?), vi sia un retropensiero agghiacciante, e cioè accettare che se uno osa denunciare la camorra allora cavoli suoi se muore, come può pretendere di vivere? Pensare così significa già legittimare (pur non volendolo) la camorra. Che questa purtroppo sia la realtà (cioè che se denuncio la camorra rischio la vita), non ci piove. Ma chi pone quella domanda che poni tu, in senso retorico, non sta più semplicemente descrivendo una realtà, la sta avvalorando.
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#39   18 Ottobre 2008 - 00:09
 
Tante cose, qui sotto

[..] Non tutte le voci dicono: w Saviano! Al di là dell’attendibilità della notizia dell’attentato natalizio, poi smentita (ma a cosa bisogna credere: alla smentita o alla prima dichiarazione?) non tutti sono d’accordo ne [..]
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#40   18 Ottobre 2008 - 07:30
 
Sono come te amareggiata, Flalia, dal vedere come ormai siamo così distanti dall'idea di impegno (prima ancora che coraggio) civile, da non riconoscerlo neppure quando ci viene messo sotto il naso. Peggio ancora, non solo coraggio "civile", parola che diventa sempre più astratta, lontana. "Coraggio" e basta. Coraggio, il fegato, le palle, la dignità di non farsi mettere i piedi in faccia perché se no la vita non significa più niente.

Del resto, anche non considerando per un momento la mafia e la camorra, l'Italia è così: nessuno fa niente e tutti di questo si lamentano, ma poi GUAI a chi fa qualcosa!

Annarita
utente anonimo

#41   18 Ottobre 2008 - 13:00
 
@Annarita: ASSOLUTAMENTE NO! Il ragionamento che ho fatto era un altro! La mia idea di “eroismo” è quella che viene da persone come Borsellino, come Flacone, come gli uomini della scorta, come tutti quelli che affrontano le difficoltà della vita con forza d’animo! È quella di uomini che sono uomini, appunto, con le loro debolezze e le loro incertezze, ma che provano a superarle. Questa è la mia idea di eroismo! Non me ne faccio niente di un Superman o di un Xman! Non mi sono proposta io come modello! ASSOLUTAMENTE NO! Non sono un modello, anzi…! Ho semplicemente detto che se io mi fossi trovata al posto di un Saviani avrei riflettuto non cento, ma mille volte, diecimila volte prima di fare certi passi! Forse al suo posto avrei avuto paura e non sarei andata avanti, forse avrei avuto paura per i miei cari e avrei fatto dei passi indietro o forse avrei accettato il rischio! Quello che sto cercando di dire (inutilmente a quanto pare) è che aver a che fare con la mafia non è come aver a che fare con il ladruncolo di turno o con un problema condominiale! Aver a che fare con la mafia significa aver a che fare quasi con un secondo Stato, per intenderci, un contro-Stato, un’organizzazione tentacolare e pericolosissima, molto pericolosa! Questo è saputo e risaputo! Quindi certi passi dovrebbero essere fatti con coscienza! Una volta intrapresa una strada, non si torna indietro. Quindi la mia domanda era: se questa convinzione non c’era, se quella forza interiore per affrontare certe realtà non c’era, perché fare certi passi? Molto probabilmente non si è reso conto pienamente del fardello che stava prendendo sulla spalle ... non lo so! Questo non significa nè abbandonarlo al suo destino nè svalutare il rischio che ha corso e sta correndo!
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#42   18 Ottobre 2008 - 13:01
 
@Falvia: ASSOLUTAMENTE NO! Dietro le mie parole non esiste alcun tipo di retro pensiero agghiacciante del tipo da te descritto! Parte del perché l’ho espressa sopra, alla risposta ad Annarita. NON HO MAI DETTO: “accettare che se uno osa denunciare la camorra allora cavoli suoi se muore, come può pretendere di vivere?.” Ma stiamo scherzando? È L’ESATTO OPPOSTO DI QUELLO CHE INTENDEVO E CHE PENSO! Combattere la mafia, la camorra, è come combattere una guerra. Ci vuole tantissimo coraggio (che forse non avrei … non lo so), tantissima coscienza … Purtroppo credo che lo Stato non sia abbastanza presente in questa guerra e questo fa sì che i pochi (o i molti) coraggiosi che rischiano non si sentano protetti e davvero si sentano soli contro qualcosa di più grande di loro. E d’altra parte ci vorrebbe più forza e coraggio da parte di TUTTI per combattere questo male. Il che non significa lasciare solo Saviano. Significa al contrario, appoggiarlo e imitarlo. Saviano può rappresentare un simbolo, un esempio, ma se poi ritratta quell’atto di coraggio con una frase del tipo “se sapevo cosa sarebbe successo non lo avrei mai fatto”, significa lanciare un messaggio opposto, significa dire : “guardate cosa è successo a me che ho rischiato! Non imitatemi perché neanche io credo in quello che ho fatto! Ne sono una vittima inconsapevole”… mi sono spiegata? È il messaggio che lancia ritrattando che potrebbe distruggere quello che si sta creando intorno a lui e indurre gli altri a lasciare le cose come sono!
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#43   18 Ottobre 2008 - 13:03
 
@ Soriana: ho letto il post su Saviano. Gomorra non l’ho mai letto, per cui come libro non so giudicarlo. Di certo è un libro “scomodo”, altrimenti non avrebbe avuto tutto questo impatto e questa reazione da parte della mafia. Io non credo che le minacce siano un espediente commerciale e credo sia terribile vivere come sta vivendo lui! Mi chiedo, davvero, cosa abbia scatenato tutto questo: forse l’attenzione mediatica che ha ricevuto? Forse ha portato alla luce verità scomode? Non ho sentito la sua intervista, ma soltanto alcune sue frasi che mi hanno turbata, quelle appunto in cui ritrattava le sue scelte. Perché turbata? Perché, appunto, forse lo avevo un po’ idealizzato. Quello che penso, l’ho detto e spero di aver chiarito la mia posizione. Questo non significa non temere per la sua incolumità e per la vita di quelli che gli stanno accanto! Perché quando penso a persone come lui, che vivono segregati nella più totale solitudine, sempre con la paura di vivere l’ultimo momento della propria vita, con la paura di ricevere brutte notizie, il mio pensiero va anche alla scorta, a coloro che si espongono, che rischiano, va ai familiari e agli amici, va a tante vite distrutte … Perché forse si dimentica che a rischiare non è solo lui, ma quanti si adoperano per proteggerlo. Questo non è coraggio? Non sono anche loro eroi? Spero che almeno questo gesto non sia vano!
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#44   18 Ottobre 2008 - 15:34
 
@ Spratz: ritengo che tu ti sia spiegata, o per lo meno io ho capito cosa hai voluto dire. Ribadisco il mio appoggio, per quel che vale, a Saviano. Ma sono contraria a farne un santo intoccabile, da osannare e venerare in ogni occasione e con ogni parola. E, come ho già detto più volte, non ho ancora letto Gomorra. Non appena lo farò ne darò conto, pronta a rimangiarmi tutte le mie perplessità in merito.
Laura
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#45   18 Ottobre 2008 - 18:40
 
@Laura:
"sono contraria a farne un santo intoccabile, da osannare e venerare in ogni occasione e con ogni parola."

Sono d'accordo con te!In genere - salvo la sfera religiosa, più intimistica e individuale - posso essere molto razionale, materialista. I santi esistono solo, appunto, nella religione (senza entrare nel merito della santità con tutti i risvolti del caso...perchè anche i santi sono uomini). Nella vita esistono uomini che cercano di dare il meglio di loro. Poi c'è chi ci riesce, chi ci riesce un meno e chi non ci riesce! Comuque sia, provarci, per me, è già una gran cosa! No?
:)
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