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Nome: laura costantini loredana falcone
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E riprendiamo la pubblicazione delle candid interviste. Stavolta tocca a...
Roberto Tossani

I sassi vanno matti per le sasse è una favola per adulti. Punto.
Cominciamo con qualcosa di semplice…
1) Sei al bancone del solito bar, un tale ti arriva alle spalle e inzuppa la sua brioche nel tuo cappuccio…
Gli rovescio il restante cappuccino sulla testa, poi inzuppo la mia brioche tra i suoi capelli.
2) Finalmente il tuo libro è in libreria. Sei lì mescolato alla folla e punti un possibile acquirente. Dopo ore di vana attesa, un tizio si decide e afferra il tuo romanzo dallo scaffale. Non hai il tempo di gioire, il commesso della libreria lo avvicina e sussurra: “Lasci perdere. È una cagata pazzesca…”
Aspetto il commesso fuori dalla libreria e, come diceva un vecchio primario di chirurgia dell’ospedale di Valdobbiadene, gli mollo un cazzotto sulla glabella (http://it.wikipedia.org/wiki/Glabella)
3) Improvviso attacco di colite. Corri nel primo bagno disponibile e quando ti sei liberato scopri con hai assolutamente nulla per provvedere al nettoyage…
Piango ricordando la favola della piccola fiammiferaia, poi mi tiro su mutande e calzoni pensando che sono sempre più fortunato di lei.
4) Hai invitato a cena il tuo editore per strappargli un contratto per il sequel della tua ultima fatica letteraria. Quello chiede la carta dei vini e ordina un Brunello da 800 euro…
Telefono a mia moglie, le dico che la amo, che la amo da ventisette anni, così mi levo il peso dalla coscienza al momento di pagare con la carta di credito, dato che è mia moglie che porta a casa l’80% del nostro fabbisogno familiare (lei mica è così idiota da scrivere libri: lei lavora).
5) Le sei stato dietro per mesi. Alla fine ti ha seguito in una camera d’albergo. Preliminari, denudamento reciproco e quando togli le scarpe la puzza è infernale…
Molto improbabile: se penso che la serata potrebbe finire in gloria sono scrupolosissimo nell’igiene. Caso mai mi tolgo le scarpe e guardandola mi viene in mente che non ho un rapporto sessuale da circa un anno, quindi tra 32 secondi circa mi starò già rimettendo le scarpe.
6) Dopo anni che lo dice, alla fine il tuo migliore amico si decide e scrive il suo primo romanzo. Ti chiede un parere e tu non hai mai letto niente di peggio…
Altrettanto improbabile: il mio migliore amico scrive benissimo, solo che non scriverà mai un romanzo. Lo facesse, mi incazzerei a morte perché sarebbe molto più bello di quello che scrivo io.
7) Improvviso calo di pressione. Svieni e ti portano al pronto soccorso. Stanno per spogliarti e realizzi che il “pollicione” fa capolino dai calzini/calze…
Faccio finta di svenire di nuovo.
8) Per anni lo scrittore della famiglia sei stato tu. Un giorno, per caso, trovi un quaderno in cui la tua compagna ha scritto il libro che tu non saresti mai capace di scrivere…
Ne sarei contentissimo. Farei l’agente letterario di mia moglie e prenderei la percentuale che mi spetta, per poi spenderla tutta a puttane.
9) Hai invitato quelli dell’ufficio a cena. Siete tutti intorno alla tavola e ti accorgi che a farti piedino è la partner del tuo capo…
Se vale la pena non mi faccio alcun problema, ricambio il piedino e comunque lascio a lei ogni successiva iniziativa. Se non vale la pena faccio finta di non accorgermene e se lei insiste, alla prima occasione le sussurro: «Mi dispiace, ho appeso l’uccello al chiodo un paio di anni fa» (un fatto simile però è accaduto davvero, la mia risposta è fedelissima).
10) Sei al salone del libro. Un editore si dice interessato al tuo lavoro. Ti invita a cena e mentre sei lì che gongoli scopri che ti ha scambiato per un altro…
Glielo dico solo al momento del conto, dopo essermi rimpinzato pantagruelicamente (per poi girare per le strade tutta la notte, bestemmiando un qualche dio approssimativo).
11) Un collega ti fa vedere la foto della sua compagna che ha appena effettuato un intervento di rinoplastica. Commenti: “Effettivamente ne aveva bisogno.” Ma la foto è del dopo intervento…
Troppo distante da me, non avrei mai detto una frase simile. Molto più probabilmente avrei commentato: «Però non era così male, dai» (sono un ipocrita pazzesco in queste circostanze).
12) Hai scritto una meravigliosa storia d’amore omosessuale. Una grossa casa editrice vuole pubblicartelo ma la condizione è che ti spacci per gay…
Assolutamente nessun problema.
13) E adesso dillo alla mamma, a tua moglie e ai tuoi figli…
Dire cosa? Che per 100.000 euro potrei anche dover fare sesso con un uomo? Mi sembra sia una marchetta accettabile.
14) La tua casa sembra una discarica. Al citofono ci sono i tuoi suoceri per una visita a sorpresa…
Anche questa è impossibile per varie ragioni, è una situazione in cui non posso calarmi. Mi dispiace, passo.
15) Berlusconi ti chiede cosa sei disposto a fare per vendere il tuo primo milione di copie…
«Presidente, esattamente le stesse cose che ha fatto lei».
16) Ti scoprono a guardare dal buco della serratura…
Dipende da che cosa sto guardando e chi è che lo scopre. Troppe risposte. Però sono certo che in ogni circostanza me la caverei benissimo.
E adesso viene il meglio…
17) Pensa a tutti gli scrittori ( affermarti e non ) che conosci personalmente: pensi di essere il migliore tra loro?
Sì.
18) E adesso pensa che una camera nascosta ti abbia ripreso davvero, sei sicuro/a di aver risposto sinceramente alle nostre domande?
Sì.
19) Se hai risposto si hai diritto a farci a tua volta una domanda e a pretendere una risposta sincera.
Mi conoscete personalmente. Mi trovate intellettualmente e sessualmente irresistibile. Come vi comportate?
20) Lory: sono sposata felicemente da molti anni e quindi sono un’esperta nel resistere alle tentazioni.
Laura: sei sposato e questo porrebbe un serio problema. Certo, per uno con gli occhi azzurri una deroga la si potrebbe sempre mettere in conto…
P.S. Io, Laura, ho scritto un raccontino e Barbara Garlaschelli mi ha fatto il regalo di pubblicarlo: QUI
Io c'ero ieri pomeriggio da Bibli, a Roma. Sotto un nubifragio da far impallidire il più incazzato dei monsoni indiani, ho assistito alla presentazione del terzo libro di Maurizio de Giovanni: "Il posto di ognuno" (Fandango).

C'era Maurizio, adorabile come sempre. C'era Rosaria de Cicco, attrice a dir poco strepitosa che ha dato vita alle splendide pagine scritte da Maurizio. E poi c'era la "conduttrice" della serata, nota giornalista e, mi dicono, nota scrittrice. Io non ve ne dirò il nome, per amor di patria, perché ieri ho assistito all'esempio lampante di come NON si fa una presentazione.
Allora, la signora ha esordito chiarendo agli astanti (numerosi) che i gialli la fanno vomitare. Di più, che non li considera neanche libri. Tanto più che a lei i libri con una trama la annoiano. Lei in un libro non guarda la trama (voce fuoricampo: e che guardi, a' copertina?). Ma, d'altronde, lei è una lettrice smaliziata, non certo una di quelle che si lascia irretire dalla banalità di una storia ben raccontata. Ci vuol ben altro (sorrisino di sufficienza della signora). Non sono riuscita a contare le volte che ha detto: IO. Ogni cosa si riconduceva a lei che, con un sottofondo di tuoni da artiglieria pesante, si sentiva esattamente al centro dell'universo. Così, ad una platea di persone che abitualmente leggono, ha spiegato con piglio professorale di essersi documentata. E ci ha illuminati meglio dei fulmini che imperversavano in cielo. Si chiama giallo una storia dove c'è un crimine del quale si deve scoprire il colpevole (voce fuori campo: Ma va?!). Si chiama poliziesco un libro dove ci sono delle indagini (voce fuoricampo: Ma non mi dire?!). Si chiama noir un romanzo dove si prendono le parti del criminale. E, udite udite, nei libri di Maurizio de Giovanni ritroviamo tutto questo e molto di più. Certo, lei all'inizio di leggere gli sforzi creativi di questo sconosciuto (ribadisce proprio questo concetto: non lo conosceva nessuno) non aveva nessuna voglia. Ma, oh magnanimità, ha sentito la responsabilità di dischiudere a Maurizio le auree porte della fama intervistandolo per una nota rivista settimanale per la quale, ci confessa, ahimè lavora (voce fuoricampo: dimettite!). Insomma, legge i libri e decide che, tutto sommato, sono degni della sua attenzione.
Certo, dei limiti ci sono. Intanto questo commissario Ricciardi bello impossibile, con gli occhi azzurri (numerose voci fuoricampo: so' verdi, l'occhi so' verdi) ha evidentemente un rapporto conflittuale con le donne che non si capisce bene da dove venga, probabilmente è colpa della madre (chi ha letto le avventure di Ricciardi ha ben chiaro da dove viene il suo altruistico rifiuto di concedersi una storia d'amore). Inoltre insieme al fido Maioni costituisce una coppia tipica, Don Chisciotte e Sancho Panza, evidenziando un'attenzione alla psicologia della quale la signora "conduttrice" si mostra piacevolmente sorpresa perché, si sa, nei gialli lo scavo psicologico è solo una perdita di tempo
.
Però, ti pareva che non c'era un però?, i personaggi femminili sono chiaramente delle semplificazioni perché una donna vera (sorrisino di autocompiacimento perché lei di secondo nome fa "donnavera") ha in sé mille donne diverse e quindi può essere la ragazza in attesa del grande amore come la donna di mondo pronta a cogliere i piaceri della vita.
Poi il colpo di genio. Dopo averci informati che ha da poco imparato a fare le tagliatelle (voce fuoricampo: e 'sti ca**i!) e quindi vuole prodursi in un ragù alla napoletana del quale pretende la ricetta da Maurizio, ci svela che Ricciardi non è un semplice eroe. Bensì un supereroe perché ha dei superpoteri che lo collocano nel campo dei fumetti e dei videogiochi
.
Per lei, dall'alto del suo essere lettrice esperta e smaliziata, adusa a ben altri livelli letterari, il travaglio interno di Ricciardi si traduce in un: "vede i fantasmi" (altro sorrisetto saccente). Poi si gira a Maurizio e chiede: "Questa è un'idea tua, vero? Non l'hai mutuata da altri, giusto? E' originale?" E Maurizio si limita ad annuire.
La tentazione è di alzarci e di accompagnarla fuori, peccato che abbia nel frattempo smesso di diluviare. Fortuna che Maurizio, con la sua mimica, ha sottolineato e commentato in pregiato silenzio ognuno degli strafalcioni prodotti dalla signora. E, ciliegina sulla torta, si è prodotto in un duetto con Rosaria de Cicco che ha risollevato l'animo a tutti. Ma si sa, noi siamo lettori ingenui che si accontentano delle belle storie.
Laura
p.s. vediamo chi indovina di chi era la voce fuoricampo 
Anche noi siamo state intervistate: sulromanzo.blogspot.com
Se vi va di leggerci quando facciamo le personcine serie ed impegnate...
E a proposito di serietà ed impegno, ricevo questa mail:
un mio amico scrittore, Sergio Paoli, è viareggino di nascita e ha deciso di devolvere tutti i proventi 2009 del suo ultimo libro, Ladro Di Sogni, alle famiglie colpite dall'incidente ferroviario.
Il libro è un ottimo noir all'italiana e il costo è di soli 9 euro e 90.
sapete bene che non partecipo mai a gare di solidarietà, a causa della mia diffidenza verso la destinazione dei soldi o delle azioni.
e non mi permetterei mai di disturbarvi in una sorta di catena antoniana. specie se il libro fosse pessimo (non è cinismo: è che investire in un brutto prodotto fa perder la voglia di ripetere la buona azione in futuro) e questo è un BUONO E ONESTO libro noir.
Sergio non ha detto: Viareggio è la mia città, facciamo qualcosa. non ha detto: ehi, destino 50 centesimi alle vittime e i danneggiati di viareggio.
no.
ha detto: piglio tutti i soldi che riceverò dalla vendita del 2009 del mio libro, non un euro in meno, nel quale ho impiegato e investito buona parte della mia vita da scrittore. tutti.
Mi fido della persona che mi ha spedito la mail e quindi ordino il libro QUI, voi che fate?
Lo sappiamo! Non toccava a lui, ma abbiamo deciso una deroga all'ordine alfabetico inverso. E il motivo è che domani, alle 18:00, alla libreria BIBLI di Roma, via dei Fienaroli 28, il nostro amico Maurizio presenterà la sua ultima fatica: "Il posto di ognuno", la terza avventura di quel gran figo del commissario Ricciardi. Quindi...

Maurizio de Giovanni si presenta così:
Scrivo perché mi scappa. Perché se no suppura qualcosa all’interno, e prima o poi scoppia e inonda l’anima di amarezza. Scrivo come si apre un rubinetto, per fare uscire un flusso che sommerga, perché c’è e se serve è lì, a disposizione.
Scrivo come ci si spoglia prima di fare l’amore: perché è urgente, perché è necessario nei pomeriggi assolati, con la luce che filtra dalle tapparelle e ferisce gli occhi.
Scrivo perché lo so fare, e mi piace vedere negli occhi di chi legge la sorpresa, la commozione, il divertimento, perfino il dolore: io creo i sentimenti, e mi sento creatore, ed è esaltante.
Scrivo perché leggo, e il virus altrui si propaga attraverso me, e infetta il mondo, e va bene così.
Scrivo come parlo, per raggiungere e lasciare una traccia, che sia indelebile il più possibile, e se la cancellano bravi loro, e comunque chi se ne frega.
Scrivo perché ho il coraggio di farlo, perché non mi vergogno del colore delle mie interiora, in cui custodisco un sacco di cose belle e brutte, oggi fuori tutto, offerta speciale.
Scrivo perché ho paura, e allora meglio urlare, per sentire almeno una voce.
Scrivo perché sono vivo: preoccupatevi, quando non mi leggerete più.
E adesso andiamo di candid intervista 
Cominciamo con qualcosa di semplice…
1) Sei al bancone del solito bar, un tale ti arriva alle spalle e inzuppa la sua brioche nel tuo cappuccio…
R. Gomitata nel plesso solare, poi: “scusa, ma mi hai fatto spaventare...”.
2) Finalmente il tuo libro è in libreria. Sei lì mescolato alla folla e punti un possibile acquirente. Dopo ore di vana attesa, un tizio si decide e afferra il tuo romanzo dallo scaffale. Non hai il tempo di gioire, il commesso della libreria lo avvicina e sussurra: “Lasci perdere. È una cagata pazzesca…”
R. Prendo il libro, lo autografo con dedica e lo regalo al cliente. Guardando fisso negli occhi il libraio.
3) Improvviso attacco di colite. Corri nel primo bagno disponibile e quando ti sei liberato scopri con hai assolutamente nulla per provvedere al nettoyage…
R. Sacrifico lo slip, delle dimensioni adeguate a qualsiasi colite, e poi sto molto, molto attento a richiudere la lampo.
4) Hai invitato a cena il tuo editore per strappargli un contratto per il sequel della tua ultima fatica letteraria. Quello chiede la carta dei vini e ordina un Brunello da 800 euro…
R. Trovo un pretesto letterario o contrattuale per litigare in malo modo durante la cena, e lo mollo disgustato ancora seduto e col conto da pagare.
5) Le sei stato dietro per mesi. Alla fine ti ha seguito in una camera d’albergo. Preliminari, denudamento reciproco e quando togli le scarpe la puzza è infernale…
R. Le rimetto repentino, e le dico: avrai certamente letto del miglioramento delle prestazioni, se mantieni scarpe e calzini al piede...
6) Dopo anni che lo dice, alla fine il tuo migliore amico si decide e scrive il suo primo romanzo. Ti chiede un parere e tu non hai mai letto niente di peggio…
R. Posto che qualcosa di buono c’è in ogni libro, gli dico: ci dobbiamo lavorare un po’, magari ti do una mano. Ma ora, andiamo a prenderci un paio di birre.
7) Improvviso calo di pressione. Svieni e ti portano al pronto soccorso. Stanno per spogliarti e realizzi che il “pollicione” fa capolino dai calzini…
R. La figura mi farebbe rialzare la pressione, quindi sarebbe terapeutico.
8) Per anni lo scrittore della famiglia sei stato tu. Un giorno, per caso, trovi un quaderno in cui la tua compagna ha scritto il libro che tu non saresti mai capace di scrivere…
R. Ne sarei felicissimo, mi darei da fare per promuovere il testo e mirerei a fare il mantenuto.
9) Hai invitato quelli dell’ufficio a cena. Siete tutti intorno alla tavola e ti accorgi che a farti piedino è la partner del tuo capo…
R. Se è carina e io sono libero, colgo l’opportunità professionale.
10) Sei al salone del libro. Un editore si dice interessato al tuo lavoro. Ti invita a cena e mentre sei lì che gongoli scopri che ti ha scambiato per un altro…
R. Glielo dico subito, parlando anche bene del collega. Ma provo a sapere se ha letto i miei libri, e che ne pensa.
11) Un collega ti fa vedere la foto della sua compagna che ha appena effettuato un intervento di rinoplastica. Commenti: “Effettivamente ne aveva bisogno.” Ma la foto è del dopo intervento…
R. Con freddezza un po’ seccata: certo, lo so. Mi riferivo a com’era prima, la ricordo bene.
12) Hai scritto una meravigliosa storia d’amore omosessuale. Una grossa casa editrice vuole pubblicartelo ma la condizione è che ti spacci per gay…
R. Rispondo: finalmente potrò dire le cose come stanno in realtà!
13) E adesso dillo alla mamma, a tua moglie e ai tuoi figli…
R. Non c’è problema: basterà fargli capire che ci sono ricavi economici per loro a fronte di un po’ di fama negativa per me. Non avrebbero alcun dubbio, nella scelta.
14) La tua casa sembra una discarica. Al citofono ci sono i tuoi suoceri per una visita a sorpresa…
R. E’ la volta buona che qualcuno mi dà una mano a ripulire.
15) Berlusconi ti chiede cosa sei disposto a fare per vendere il tuo primo milione di copie…
R. Gli rispondo che sono perfino disposto a fingermi comunista.
16) Ti scoprono a guardare dal buco della serratura…
R. Be’? Mai visto uno col colpo della strega?
E adesso viene il meglio…
17) Pensa a tutti gli scrittori ( affermarti e non ) che conosci personalmente: pensi di essere il migliore tra loro?
R. Nemmeno tra i primi venti.
18) E adesso pensa che una camera nascosta ti abbia ripreso davvero, sei sicuro di aver risposto sinceramente alle nostre domande?
R. Sì, certamente.
19) Se hai risposto si hai diritto a farci a tua volta una domanda e a pretendere una risposta sincera.
R. Mi raccontate di una volta in cui avete litigato perché volevate scrivere due cose diverse, e com’è andata?
20) Eravamo alle prese con il nostro romanzo "La guerra dei sordi". Un'impresa titanica, perché ci eravamo prese l'impegno di scriverlo in una ventina di giorni (tu sai bene cosa significa), documentazione compresa. La vicenda si svolge nel 2002, durante l'assedio di Arafat a Ramallah da parte dell'esercito israeliano. Protagonisti un palestinese e un'ebrea. Ci siamo divise i compiti, una con uno schieramento, una con l'altro per rendere credibili i dialoghi e per cercare di capire qualcosa in più di quello scontro infinito. Abbiamo rischiato di prenderci a missili kassam, abbiamo cancellato, riscritto, urlato. Ma chi ha letto il libro (compreso un mio vicino di casa palestinese) ha detto che abbiamo fatto un buonissimo lavoro 
Ci siamo. Comincia oggi la pubblicazione delle nostre perfide candid-interviste per scoprire cosa si nasconde dietro la "netiquette" che molti dei nostri (e vostri) amici scrittori/bloggers ostentano in Rete. Cominciamo con il signor Salvo Zappulla (ovvero in ordine alfabetico inverso).

Salvo Zappulla (Sortino, 1961) è il Presidente dell’associazione culturale Pentelite che organizza
editrice Il pozzo di Giacobbe la fiaba “Lo sciopero dei pesci”, con le illustrazioni di Carla Manea. . E’ in corso di stampa con Del Vecchio editore il romanzo “Il processo”.
Assodato che ha più impegni e collaborazioni lui che Bruno Vespa e Maurizio Costanzo messi insieme, andiamo a leggere come se l'è cavata una volta messo alle strette!
Cominciamo con qualcosa di semplice…
Sei al bancone del solito bar, un tale ti arriva alle spalle e inzuppa la sua brioche nel tuo cappuccio…
Lo prendo e lo attacco al muro. Tranne che non sia un camionista con baffoni, alto un metro e novanta. In quel caso faccio l'indifferente.
Finalmente il tuo libro è in libreria. Sei lì mescolato alla folla e punti un possibile acquirente. Dopo ore di vana attesa, un tizio si decide e afferra il tuo romanzo dallo scaffale. Non hai il tempo di gioire, il commesso della libreria lo avvicina e sussurra: “Lasci perdere. È una cagata pazzesca…”
Smuovo tutte le mie amicizie politiche per far licenziare il commesso. Non avrò pace fino a quando non l'avrò ridotto sul lastrico
Improvviso attacco di colite. Corri nel primo bagno disponibile e quando ti sei liberato scopri con hai assolutamente nulla per provvedere al nettoyage…
Non posso rispondere. Sono cresciuto in un collegio svizzero e detesto la volgarità
Hai invitato a cena il tuo editore per strappargli un contratto per il sequel della tua ultima fatica letteraria. Quello chiede la carta dei vini e ordina un Brunello da 800 euro…
Mi alzo e lo mollo con la carta in mano e vado alla ricerca di un altro editore.
Le sei stato dietro per mesi. Alla fine ti ha seguito in una camera d’albergo. Preliminari, denudamento reciproco e quando togli le scarpe la puzza è infernale…
Mi è capitata una cosa del genere, però eravamo a casa sua. E' stata molto gentile, mi ha accompagnato in bagno e mi ha fatto lavare i piedi nel bidet, con il sapone della “passerina”. Parole sue. Poi ha messo le mie calze in lavatrice e me ne ha dato un paio delle sue. Circolare per la sua casa con i calzettoni rosa da donna non è stato il massimo della virilità. Ma ho rimediato con una performance strepitosa.
Dopo anni che lo dice, alla fine il tuo migliore amico si decide e scrive il suo primo romanzo. Ti chiede un parere e tu non hai mai letto niente di peggio…
Gli consiglio di lavorarci ancora, cerco di tirarla per le lunghe.
Improvviso calo di pressione. Svieni e ti portano al pronto soccorso. Stanno per spogliarti e realizzi che il “pollicione” fa capolino dai calzini…
Sarebbe stato peggio se mi avessero scoperto con un paio di mutande da donna.
Per anni lo scrittore della famiglia sei stato tu. Un giorno, per caso, trovi un quaderno in cui la tua compagna ha scritto il libro che tu non saresti mai capace di scrivere…
Impossibile,
Hai invitato quelli dell’ufficio a cena. Siete tutti intorno alla tavola e ti accorgi che a farti piedino è la partner del tuo capo…
Se non ha superato gli 85 anni me la scopo. Mai avuto capi in vita mia.
Sei al salone del libro. Un editore si dice interessato al tuo lavoro. Ti invita a cena e mentre sei lì che gongoli scopri che ti ha scambiato per un altro…
Lo mando a cagare.
Un collega ti fa vedere la foto della sua compagna che ha appena effettuato un intervento di rinoplastica. Commenti: “Effettivamente ne aveva bisogno.” Ma la foto è del dopo intervento…
..nonostante fosse bellissima anche così, ma per eguagliare te, ogni intervento non è mai abbastanza.
Hai scritto una meravigliosa storia d’amore omosessuale. Una grossa casa editrice vuole pubblicartelo ma la condizione è che ti spacci per gay…
Impossibile. Verrebbero migliaia di donne a protestare. Si fermerebbe l'Italia.
E adesso dillo alla mamma, a tua moglie e ai tuoi figli…
Non ci crederebbero
La tua casa sembra una discarica. Al citofono ci sono i tuoi suoceri per una visita a sorpresa…
La mia casa è una discarica proprio per il fatto che mia suocera vive con me.
Berlusconi ti chiede cosa sei disposto a fare per vendere il tuo primo milione di copie…
Lo detesto, non scenderei mai a compromessi con lui.
Ti scoprono a guardare dal buco della serratura…
Il marito mi ha fatto un occhio nero.
E adesso viene il meglio…
Pensa a tutti gli scrittori ( affermarti e non ) che conosci personalmente: pensi di essere il migliore tra loro?
Non lo penso. Lo sono.
E adesso pensa che una camera nascosta ti abbia ripreso davvero, sei sicuro di aver risposto sinceramente alle nostre domande?
Yes.
Se hai risposto si hai diritto a farci a tua volta una domanda e a pretendere una risposta sincera.
Ma è vero che tutte e due ve la intendete? (Me lo ha detto Didò). Ciao simpaticone.
Diciamo che le fonti di Didò sono attendibili quanto lui quando cerca di spacciarsi per una persona seria.
Ho sempre pensato che le leggende siano nate per colpa della curiosità della gente. Non bastava essere certi che tutti i giorni il sole nasceva a est e tramontava a ovest, bisognava tirare in ballo il carro di Apollo e con lui tutta una serie di dei e semidei che alla fine ti incasinavano la vita più di quanto non facessero la fame, le pestilenze, le guerre. La gente è curiosa, vuole sapere chi c’è dietro il successo di qualcuno, qual è la passione segreta di qualcun altro e via discorrendo. Lo vuole a tal punto da creare dei misteri anche lì dove la situazione è chiara come la luce del sole.
Questo lungo preambolo per arrivare ad una questione che sta sobillando il piccolo microcosmo dell’editoria emergente: sarà vero che il duo Laura e Lory è composto da due persone distinte? E’ una trovata pubblicitaria? E’ la materializzazione della doppia personalità della Costantini? E’ una beffa?
E’ la realtà.
Per quelli che non hanno avuto l’occasione di conoscermi tengo a ribadire che esisto, godo della nazionalità italiana, dei diritti civili e politici, ho un domicilio riconosciuto, la copertura sanitaria e perfino la tessera del supermercato Panorama dove faccio la spesa rigorosamente tutti i sabato mattina. Non faccio parte della famiglia Rai. Fatta eccezione per due brevi apparizioni su due televisioni private di Genova e il filmino del matrimonio, non sono mai andata in video.
Però esisto e insieme a me esiste il mistero del duo che invece era una sola ma poi però, c’è qualcuno che l’ha conosciuta, vi assicuro che sono due.
Siamo due, diverse fisicamente e caratterialmente al punto che se anche non posso affermare che Laura ci goda a prendere su di sé tutte le luci della ribalta, però posso sicuramente dire di essere fotofobica, un po’ misantropa e sicuramente fortunata ad avere un’amica-compagna di penna disposta ad apparire per tutte e due.
In finale, a pensarci bene, sono anche un po’ egocentrica perché l’idea di diventare una specie di leggenda ( lasciate ch’io me la tiri una volta tanto!) mi fa anche piacere.
Comunque, per i san Tommaso del web, quella che vedete intesta al post è una mia foto nell’atto di autografare New York 1920. A tutti coloro che rimangono scettici, o a quelli che penseranno che si, sono due, però a scrivere sicuramente è una sola, do appuntamento alla prossima presentazione, quando non lo so, ma spererei al più presto.
Lory

Penso che era così che dovevi lasciarci. All’improvviso, quando nessuno pensava a dirti addio, quando molti erano pronti a rivederti in concerto, a rubare un pezzo della tua vita dal parterre.
Penso che la morte ti abbia fatto compagnia tutta la vita.
Non la sua idea ma proprio la morte, con il suo miraggio di pace, con le sue lusinghe di serenità.
Dicono che eri malato, dicono che la tua è stata una scelta volontaria. Non lo sappiamo ancora con certezza, forse non lo sapremo mai e il mistero ti accompagnerà nel futuro come è successo a tanti miti prima di te.
Io penso che tutta la tua vita sia stata una passeggiata a braccetto con la morte, penso che al di là delle patologie che potevano affiggerti, la vera malattia era dentro di te. Non ti ha mai abbandonato. Ti ha consumato da dentro rendendoti insopportabili perfino le cose che avrebbero fatto la felicità degli altri.
Avevi un modo tutto tuo di esprimerti, di rapportarti col mondo esterno, con la bellezza, con il dolore, con il sesso. Il tuo genio era tutto in questo tuo disagio di vivere.
Questo penso, senza essere uno psicologo, senza alcuna nozione di psichiatria.
In quel tuo essere e non essere uomo-donna, adulto-bambino, fata-orco si è consumata la tua esistenza.
Ci hai donato tanta bella musica, ci hai regalato nuove e affascinanti movenze, hai dato il tuo stile, la tua impronta a un’epoca senza riuscire mai, neanche una volta, a dare a te stesso l’unica cosa che forse andavi cercando: il senso della vita, della tua vita.
Non sono mai stata una tua fan, mi rendo conto solo oggi che non possiedo neanche un tuo album, perché M.J. era la musica e bastava accendere la radio per trovarlo, sempre, ovunque, nelle canzoni di ieri e in quelle più recenti. Quindi queste poche righe non vogliono assolutamente essere un tributo all’artista, per quanto grande tu sia stato, ma una testimonianza di partecipazione con l’uomo Michael Jackson, al quale va tutto la mia tenerezza e la mia malinconia.
Spero che tu abbia trovato pace.
lory

Potere di link è il titolo del libro che sto leggendo (www.bonannoeditore.com). E' un saggio scritto dall'amica giornalista e blogger Rosa Maria Di Natale che consiglio caldamente a tutti coloro che sono approdati in Rete per motivi mille e poi ne sono stati catturati. Soprattutto lo consiglio a quanti di noi sono diventati blogger per amor di letteratura, per condividere il proprio lavoro, per confrontarsi. Il potere di link è un potere del quale non riusciamo ancora a renderci pienamente conto. Ne volete una prova?
Intanto vi segnalo l'idea di Massimo Maugeri che sul suo post Letteratitudine chiama mondo lancia il progetto di connettere insieme tutte le iniziative culturali italiane nel mondo, e vi sorprendereste a scoprire quante sono (certo, c'è anche il concerto di Peppino di Capri, ma non si può avere proprio tutto dalla vita
).
Quindi vengo al nocciolo della questione. La foto che illustra questo post la conoscete ormai tutti, è di Jerry Uelsmann, ormai più noto per essere amico webbico di Gaja Cenciarelli che non per le sue oniriche immagini. Ieri, come arisapete tutti, si è svolto il reading dei 15 racconti (su 50) i cui autori sono romani o comunque limitrofi. Il luogo del convegno era la Libreria Flexi in via Clementina 9. Quando arrivo c'è già una notevole folla davanti all'ingresso. Mi inoltro sospettando che molte di quelle facce corrispondano a nick con i quali converso ogni giorno, potere di link ricordate? Il primo che individuo è, manco a dirlo, Enrico Gregori che in attesa di prodursi nella pubblica lettura del suo poetico racconto, fa gargarismi di birra ed è riuscitoa a impecettarsi la camicia d'ordinanza (si, celestina, esattamente come quella di Massimo Maugeri) in due visibilissimi punti. Quando glielo si fa notare, lui tenta di smacchiarla con un tovagliolino di carta arancione. Risultato: due chiazze molto auroraliche, quasi due albe a impreziosire la camicia. Si chiacchiera, ci si presenta, si danno volti ai nick. Così identifico Anna Costalonga, biondissima pin up che, giunta da Lipsia, leggerà il suo AD SIDERA con l'accompagnamento dell'incredibile voce di Nina Maroccolo. Scopro che Fiamma Lolli ha una collana di peperoncini rossi come quella di Gaja e che è un'attrice nata, come dimostra la sua lettura di IN PIENO. Do un volto a Cordula de Prey (che si chiama in un altro modo e che ha donato a tutte le donne autrici un piccolo, graditissimo cadeau), a Enzo Ciampi, a Isabella Moroni, a Silvia Ancordi (che consegna a Gaja uno splendido mazzo di fiori. La serata procede tra scoppi di risate e i tentativi di Gaja di riportare alla serietà una scolaresca di studenti non proprio di primo pelo che non vogliono saperne di rientrare nei ranghi. Gregori si fa conoscere, come al solito, improvvisando siparietti e mimica tutta romana negli scontri con colui che riuscirà a proiettare sullo schermo l'ormai mitica "Donna volante" di Uelsmann. Gaja ha dimenticato la scaletta e quindi si procede random nelle letture. A me tocca abbastanza presto. Il racconto mio e di Lory si intitola TU, COME TUTTE LE ALTRE e sono sola a rappresentarlo. Lory finiva di lavorare troppo tardi e poi, ormai, anche il suo ruolo da metà oscura è leggenda. Cominciano a spargersi voci in base alle quali la Falcone non esisterebbe, ma sarebbe una mia personalità altra. Io lascio dire (tutto fa brodo) e mi produco nella lettura con una certa dose di emozione che, credo, maschero bene. So che avrò un video della performance quanto prima e, ovviamente, ve lo sottoporrò. Ma il colpo di teatro Gaja l'ha riservato per il finale quando, dopo la lettura del nostro Carlo Sirotti con la sua voce da attore dei mitici sceneggiati italiani (il suo racconto era CAROLINA, NO), ci ha annunciato che, rullo di tamburi, AURORALIA DIVENTERA' UN LIBRO. Uelsmann ha concesso gratis la foto per la copertina, la casa editrice Zona darà alle stampe l'antologia in tempo, pare, per la fiera romana "Più libri, più liberi". Insomma un link, un incontro, una foto, cinquanta racconti e la magia che solo una streghetta dai capelli rossi e dagli occhi verde Irlanda poteva produrre. Se volete altri particolari, cliccate QUI.

Tra poche ore avrà luogo il reading dei 15 racconti romani di Auroralia (gli altri 35, ne siamo certe, avranno anche loro una giusta valorizzazione) e non stiamo più nella pelle. Ma vogliamo comunque ricordarvi alcune cose:
1) domenica avrà inizio la pubblicazione delle nostre perfide CANDID INTERVISTE e il primo della lista, in rigoroso ordine alfabetico inverso sarà l'esimio Salvatore Zappulla;
2) sul nostro blog di lettura, lestoriedilauraetlory, sta procedendo la pubblicazione del fantasy inedito (e ancora incompiuto) La lunga guerra, scritto da Laura uti singuli e illustrato dalle chine di Niccolò Pizzorno.

Senza contare che un secondo illustratore, Gianluca Abbondanza, sta lavorando alacremente per un personaggio molto importante e ancora molto misterioso.

Se vi va di farci un salto... 
Sono tornata, più o meno. Reduce dalla total immersion all'hotel Ergife, tristemente noto per concorsi pubblici per candidati disperati e ansiosi. Anche se la sala in questione si chiama Esperanza. Di tutte le ansiogene disposizioni e avvertenze arrivate in precedenza in realtà avremmo potuto impiparcene allegramente. Gente si è presentata con sacchetti affatto trasparenti per le vettovaglie e tasche sospettamente ripiene di appunti ben fotocopiati. Senza contare gli assembramenti nelle toilette dove fare pipì era quasi impossibile perché le cabine venivano utilizzate per ripassi generali dell'intero scibile umano. Dalle domande che mi sono sentita rivolgere, volendo essere indulgente, deduco che l'ansia azzera la capacità di raziocinio. Il che non vuol dire che io ne fossi totalmente immune. La domanda da dieci milioni di dollari, quella che sapevo sarebbe arrivata a inficiare il questionario, riguardava il nuovo contratto di lavoro collettivo della categoria e pretendeva di sapere da noi quali nuove mansioni e qualifiche fossero previste per il fortunato giornalista assunto a tempo pieno in un giornale. Zzo ne so io! Ho pensato. Qualcosa avevo letto, soprattutto sulle pubblicazioni di settore. Ma tutte le novità proprio no. Quindi ho, come si dice a Roma, appizzato le orecchie e cercato di cogliere e scremare la ridda di voci che percorreva la sala Esperanza senza controllo alcuno. Ho messo insieme una risposta che, se passo lo scritto, mi ritrovo all'orale dove mi toccherà elencare tutti gli articoli del contratto di lavoro collettivo firmato quest'anno da FNSI e FIEG. Poco male. Le tracce per l'articolo di spettacolo (la mia materia) erano due: i concerti benefici per l'Abruzzo a Roma e a Milano e il nuovo palinsesto Rai con il dubbio sulla conduzione di Sanremo. Ho iniziato con quello sull'Abruzzo, ma ho finito troppo presto e così, tanto per perder tempo, ho fatto anche quello sul palinsesto. Chi mi conosce sa che non amo i buonismi e l'articolo sui concerti (il candidato ne spieghi anche il valore sociale) sbrodolava buoni sentimenti da tutte le parti... una noia infinita. Così l'ho cestinato a tutto favore del palinsesto che offriva spunti di polemica con la Clerici inferocita perché le hanno tolto La prova del cuoco e Baudo che pietisce qualcosa in più oltre a Domenica In. Vedremo se ho fatto la scelta giusta.
Non sono certa di niente, sia chiaro. Potrei aver compiuto errori apocalittici nelle sei domande ed essere costretta a rifare lo scritto. Ma oggi quel che conta è che posso guardare la pila di appunti e di libri e di dispense con l'occhio disincantato di chi sa di potersi crogiolare nell'ozio per almeno un paio di sacrosante settimane.
Ovviamente un grandissimo in bocca al lupo a tutti i compagni del corso di Fiuggi che ho rivisto con piacere e alle mie due colleghe di Rai: Linda e Federica.
Laura